Airlink Express

Airlink Express

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Airlink Express è un applicativo per modi digitali con una interfaccia amichevole per radioamatori. E’ compatibile con Microsoft Windows XP, Microsoft Windows Vista, e Microsoft Windows 7. Offre i modi digitali  PSK, MFSK and RTTY con capacità di logging e macro. Se avete usato  Digipan lo troverete immediatamente familiare.

Il DSP engine usato da Airlink Express è MMVari by Makoto Mori, JE3HHT. Questo engine è davvero flessibile e decodifica in modo perfetto. E’ usato da molti altri software come Logger32 e N1MM ( contest logger).

MMVARI

MMVARI

MMvari

MMVARI è un software multimodo via sound card per radioamatori per ricevere e trasmettere nei modi  RTTY-PSK-FSK-MFSK. E’ nato con lo scopo di trasmettere in lingue che hanno molti caratteri come Giapponese e altre lingue Asiatiche come il Cinese usando il VARICODE.

Nuovi modi digitali per le HF. Ecco la classifica dei più diffusi

Se c’è una grande novità nel mondo dei radioamatori in onde corte è rappresentata di sicuro dai modi digitali che ogni giorno vengono utilizzati da nuovi appassionati. La sempre maggiore potenza dei nostri personal computer e la qualità delle schede audio (Sound Blaster) hanno permesso infatti la nascita di software che hanno sostituito i vecchi modem “dedicati” e hanno avvicinato ai modi digitali migliaia di nuovi radioamatori. Mentre nelle bande VHF-UHF il packet a 1200-9600 Bd sembra ormai destinato alla via del declino, ogni giorno in HF sono attive stazioni radio che operano in varie modalità che permettono sia collegamenti testuali sia lo scambio di file e immagini. In questo articolo presenterò quali sono i modi più utilizzati in onde corte e quali sono le novità in questo settore sempre in continua mutazione.

Sono esclusi dalla trattazione modi “storici” come l’RTTY, l’SSTV e il CW. Il nostro viaggio inizia dalla banda dei venti metri e più precisamente da 14070 kHz dove inizia il mondo dei modi digitali e finisce lo spazio di etere dedicato alla telegrafia. E’ questa la frequenza dove si è ormai ben solidificata al presenza del PSK-31, la modalità creata da SP9VRC e G3PLX che usa, per ogni cambiamento di stato logico, una rotazione nella modulazione di fase.

Queste sono le caratteristiche principali del PSK-31: occupazione minima della banda (meno di 40 Hz per un singolo segnale), buona intelligibilità anche in presenza di forte rumore e una adeguata velocità per la battitura manuale e per l’uso di macro. Questi vantaggi hanno permesso al PSK-31 di diventare la modalità digitale più diffusa in HF dopo la telegrafia e l’RTTY e oggi non è raro collegare country rari o spedizioni in mezzo ai segnali locali tutti quanti “pigiati” attorno a 14070 kHz.

Da segnalare che è nato anche l’European Phase Shift Keying Club (EPC) che riunisce gli appassionati di questa modalità e organizza contest e una serie di diplomi basati principalmente sul maggior numero di QSO con membri dell’EPC mediante lo scambio del proprio numero di iscrizione (chi scrive per esempio è EPC #918). In una ipotetica classifica il secondo modo più utilizzato in questo momento dopo il PSK è Olivia, la modalità inventata da Pavel SP9VRC nata per i QSO con segnale basso che si basa sulla modulazione MFSK (Multi-Shift Frequency Keying) e contiene un codice di controllo FEC per la correzione in tempo reale dell’errore. Questa particolare modulazione permette di decodificare segnali Olivia di ben 10dB sotto il rumore.

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Olivia

La modalità più utilizzata in HF di Olivia usa 32 toni audio, spaziati di 31.25 Hz per una velocità di trasmissione di 31.25 baud, i QSO in questa configurazione occupano 1 kHz di larghezza di banda e si possono ricevere facilmente sui 14108.5, 14.106.5 e 14.107.5kHz USB. Olivia viene utilizzata anche in 40 e in 80 metri usando però una configurazione a 500Hz 16 Toni per occupare meno spazio in banda.

Continuando nella classifica dei modi digitali più utilizzati in HF al terzo posto dobbiamo inserire il software WSJT realizzato da Joe Taylor K1JT per i collegamenti via luna EME e meteoscatter che negli ultimi mesi ha iniziato ad essere usato in maniera massiccia anche HF.

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La frequenza più usata in onde corte è 14079kHz USB in modalità JT65A che permette la decodifica di segnali letteralmente “sepolti” nel QRM/QRN facendolo così diventare il modo ideale per i periodi di bassa propagazione come l’attuale. Anche questo sistema utilizza una modulazione MFSKmolto semplice che non permette però una vera modalità di chat ma bensì solo lo scambio del rapporto e di una serie di RRR e OOO come nei più classici QSO via EME. Questo è l’unico limite di questa modalità digitale che sta rapidamente diffondendosi e che permette di effettuare QSO anche in bande che sembrano completamente “chiuse”. Per organizzare QSO in JT65A esistono ormai su internet delle chat apposite dove radioamatori di tutto il mondo tentano QSO “al limite” e fissano degli sked per riuscire a sfruttare al massimo la ionosfera.

I prossimi due modi digitali che voglio presentare non hanno come missione il collegamento talk tra due stazioni ma bensì la scambio di file e di immagini in onde corte a velocità decisamente superiori dei classici 300 Bd che venivano utilizzati fino a poco tempo dai BBS packet HF. Il primo di questi due modi si chiama HamPal ed è nato per la trasmissione digitale di immagini e utilizza il protocollo DRM radioamatoriale. HamPal è stato sviluppato da Erik VK4AES utilizzando le hamdrm.dll di Cesco HB- 9TLK.

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Il tipo di modulazione usato è il COFDM (coded orthogonal frequency division multiplexing) lo stesso usato nel DRM “broadcasting” che è stato in questo caso adattato per occupare solo 2.3 kHz di larghezza di banda e transitare facilmente in un canale SSB. Il programma è molto simile a DigTrx e permette di trasmettere immagini gif o jpg e permette di gestire il BSR (la ripetizione di alcuni parti dell’immagine) per l’invio dei pacchetti “mancanti” e usa il programma IrfanView per visualizzare le immagini corrotte. Come tutte le applicazioni HAM_DRM non necessita di nessuna modifica hardware alla radio e per utilizzarlo basta usare la stessa connessione audio utilizzata per i modi standard come PSK, RTTY, etc.

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HamPal sta rapidamente diventando la nuova versione “digitale” dell’SSTV ed è facile ricevere immagini trasmesse in questa modalità intorno a 14230 kHz USB dove si può riconoscere il suo segnale da un soffio molto caratteristico.

Un secondo programma molto interessante per il trasferimento di file, non solo immagini in questo caso, è RFSM-8000 ed è un implementazione amatoriale dello standard militare MIL-STD-188-110A realizzato ad un gruppo di OM russi. Questo standard militare usato da tutti i paesi NATO è un sistema PSK per la trasmissione ad alta velocità composto di 40 toni. Le velocità possibili vanno da 75 a 2400 bps, la struttura a principale è composta di 39 toni allocati tra 675 Hz e 2812.5 Hz con una spaziatura tra ogni tono di 56.25 Hz (Il tono di doppler è posizionato a 393.75 Hz). Per usare il sistema MIL-STD- 188-110A “classico” bisogna avere un ricetrasmettitore con una banda di 0.3 – 3.3 kHz e quindi una larghezza di banda più larga di un classico canale USB fonia. RFSM-8000 prevede la modalità “non-standard” (quella creata apposta per i radioamatori) e in questo caso si possono usare apparati non modificati con i cavi che di solito si usano per il PSK o gli altri modi digitali. La banda passante audio richiesta in questo caso è da 0.3 a 2.7 kHz. Dal punto di vista operativo RFSM-8000 prevede il collegamento diretto tra due stazioni (è dotato anche di una modalità di packet monitor per visualizzare il traffico ricevuto). Le velocità dichiarate per questo nuovo modo digitale sono 8000 bps (standard mode) e 6666 bps (non-standard mode) che permettono di ottimizzare il trasferimento di file in onde corte raggiungendo velocità che fino ad oggi erano possibili solo con sistemi hardware come il Pactor 2/3 dai costi veramente proibitivi.

Per poter provare ad utilizzare queste modalità esistono programmi “multimodo” per Windows come MixW realizzato da un team di radioamatori dell’Ucraina o il francese MultiPSK che permettono con un solo software di poter ricevere e trasmettere in tutti i modi digitali che ho descritto e che vengono usati oggi in HF. Da segnalare ancora l’ottimo DM-780 realizzato da Simon HB9DRV (il creatore di Ham Radio Deluxe) che offre la maggior parte di modi digitali oggi disponibili con numerose nuove funzioni come il superbrowser che permette di decodificare “in tempo reale” tutto il traffico PSK su una determinata frequenza. Per il mondo linux si può usare gMFSK un ottimo programma terminale per MFSK, RTTY, PSK31, MT63 e Feldhell. Vale la pena ricordare che questi programmi non hanno bisogno di nessun modem esterno ma usano la scheda audio del computer per modulare e demodulare i segnali digitali. L’unica accortezza sarà quella di realizzare un interfaccia per il PTT che potrà essere trasmesso, a seconda dei tipo di radio che si sta utilizzando, attraverso il comando CAT o attraverso la presa accessori.

Il mio consiglio per chi vuole entrare nel mondo dei modi digitali è iniziare con l’ascolto sulle frequenze che ho citato nell’articolo per vedere il traffico dal vivo e capire meglio le diverse tecniche operative, che variano per ogni modalità, e solo dopo averle apprese lanciarsi nei primi CQ.

Echolink

Dettaglio del sistema di connessione utilizzato dal software Echolink
Scopo di questo articolo è quello di descrivere un po’ più nel dettaglio il meccanismo di networking che si cela dietro al software Echolink. Per far ciò saranno utilizzate anche delle immagine appositamente realizzate.

Innanzitutto poniamoci dalla parte del radioamatore che utilizza questo sistema via radio. Come primo passo ci si pone in ascolto sulla frequenza utilizzata dal gateway radio-Internet che si desidera utilizzare. Se non ci sono collegamenti in corso, si possono iniziare a trasmettere i toni numerici corrisipondenti al codice numerico associato alla stazione remota a cui vogliamo collegarci (ripetitore, link isofrequenza o stazione individuale). Il codice numerico, generalmente è di 4 o 5 cifre e viene associato al nominativo della stazione al momento in cui riceve l’accesso al sistema. Questa situazione è descritta nella figura 1:

Immagine

Questo segnale viene ascoltato dalla stazione gateway radio-Internet che, attraverso un’apposita interfaccia, lo preveleva dall’ “uscita audio” dell’apparato radio e provvede ad inviarlo al computer per la decodifica, attraverso un collegamento via porta seriale (RS-232). Questa situazione è descritta nella figura 2:

Immagine

Il computer, a sua volta, controlla nel proprio database se tale codice numerico corrisponde ad una stazione in quel momento collegata al sistema Echolink. Tale database è costantemente aggiornato attraverso un collegamento Internet verso uno dei server principali a cui fa riferimento l’intero sistema. Questi server sono in ascolto sulla porta 5200 (protocollo TCP) ed inviano ai client che ne fanno richiesta, i dati delle stazioni che si sono collegate, disconnesse, rese disponibili per nuovi collegamenti o occupate in altre conversazioni. Senza questi server sarebbe impossibile conoscere, in tempo reale, la situazione dell’intero sistema (cfr. figura 3):

Immagine

Se il codice numerico decodificato dal computer del gateway locale corrisponde al nominativo di una stazione in quel momento attiva sul sistema, inizia un tentativo di collegamento verso l’indirizzo IP del computer della stazione remota. Per realizzare questa connessione si sfrutta sempre il protocollo TCP sulla porta 5200 (cfr. figura 4):

Immagine

Se la stazione remota è libera, ovvero non è collegata a sua volta ad altre stazioni, invia questo dato al computer della stazione gateway locale. Dalla scheda audio del computer gateway locale parte una comunicazione audio che, passando attraverso l’interfaccia RS-232, arriva all’apparato radio. L’apprato radio, a sua volta, trasmetterà un segnale di collegamento stabilito o rifiutato a seconda della situazione (cfr. figura 5):

Immagine

Infine viene stabilito il doppio canale di collegamento vocale fra i due gateway, attraverso il protocollo UDP sulle porte 5198 e 5199. Tutti i segnali audio ascoltati sulle frequenze dei rispettivi gateway saranno digitalizzate attraverso la scheda audio e inviati via Internet al gateway corrispondente (cfr. figura 6).

Immagine

Si è scelto di utilizzare il procollo UDP per motivi di velocità nel trasferimento dei pacchetti: infatti questo protocollo, a differenza del TCP, non necessita della conferma che un pacchetto sia correttamente arrivato a destinazione (ACK) e di conseguenza se qualche frammento andasse perduto non si perde tempo nel controllare e chiedere una nuova trasmissione. Alla luce di quanto finora descritto, è facile concludere che il software potrebbe non funzionare se si frappone un programma di “Personal Firewall” per proteggere il proprio sistema operativo da accessi non autorizzati provenienti da Internet. In questo caso si ricorda che il corretto funzionamento del software Echolink è possibile solo se sono applicate le seguenti regole:

  1. viene aperta nei due sensi (IN/OUT) la porta 5200 protocollo TCP;
  2. viene aperta nei due sensi (IN/OUT) la porta 5198 del protocollo UDP;
  3. viene aperta nei due sensi (IN/OUT) la porta 5199 del protocollo UDP

Download dal sito ECHOLINK.ORG

Interfaccia universale scheda audio PC – radio

Caratteristiche
L’interfaccia qui presentata consente di collegare facilmente alla scheda audio del PC tutte quelle radio che non sono dotate di un apposito connettore, soprattutto i portatili, con la massima sicurezza di funzionamento. Si possono quindi utilizzare i vari programmi esistenti per poter fare packet, decodificare i vari modi digitali, ricevere le immagini meteo e quanto altro è oggigiorno disponibile. L’uso di questa interfaccia non è indispensabile, ma isolando completamente il PC dalla radio evita l’insorgere di eventuali problemi di accoppiamento.

Schema elettrico
Guardando lo schema si trova il connettore per il segnale audio proveniente dal PC (line out scheda audio), la connessione per questo segnale si esegue con un connettore jack stereo da 3.5mm da inserire nella scheda audio, utilizzare uno qualunque dei canali destra o sinistra. L’ampiezza del segnale può essere regolata a piacimento mediante il trimmer da 10kohm. Il trasformatore d’isolamento audio provvede a far transitare il segnale verso la radio senza che vi sia alcun collegamento elettrico diretto, quando il contatto del relé è attivato dal PTT l’audio raggiunge l’ingresso microfono della radio.
Seguono i contatti per l’alimentazione necessaria al circuito che deve essere fornita da un alimentatore stabilizzato a 12V di almeno 100mA, l’accensione del circuito è indicata dall’apposito led.
Il comando del PTT è fornito dal PC attraverso la porta seriale (utilizzare un connettore DB9 femmina), che viene controllata dal programma in uso. Verificare che la linea di uscita utilizzata dal programma sia la RTS (pin 7) o all’occorrenza cambiarla. La piedinatura della seriale si riferisce al connettore a 9 pin. Il PC porta in conduzione il transistore (il led di base si accende) che attiva il relé, in tal modo il contatto PTT della radio viene portato a massa commutando in trasmissione. Se la radio non prevede un apposito ingresso per il PTT ma il controllo avviene attraverso la stessa linea microfono, collegare insieme con un resistore (generalmente di 2.2kohm) le linee mic e PTT. In ogni caso la presenza del relé consente di adottare tutte le possibili configurazioni di PTT senza problemi di compatibilità, è sufficiente consultare il manuale della radio e adattare il circuito di conseguenza.
Più in basso si trova l’ingresso audio al PC (line in o ingresso microfono scheda audio), al quale giunge il segnale ricevuto dalla radio. Il circuito è analogo al precedente uscita audio, anche in questo caso il trimmer permette di regolare il livello del segnale in transito verso il PC. Nel caso d’ingresso line in si possono collegare insieme i due canali destra e sinistra, ricordare comunque che alcuni programmi prendono l’audio da uno solo dei due.

Immagine

Realizzazione
I componenti da utilizzare sono pochi, pertanto è consigliata la realizzazione con basetta millefori. Prestare attenzione alle connessioni con il PC e la radio, utilizzando preferibilmente cavetto audio schermato. Naturalmente fare riferimento al manuale della radio per le connessioni che la riguardano. Prestare attenzione a mantenere scollegate tra di loro la massa di alimentazione e del PC da quella della radio in modo da garantire l’isolamento tra le parti. Le varie masse sono ben identificate nello schema.
L’unico componente più difficile da reperire è il trasformatore d’isolamento audio, è del tipo utilizzato in modem ed apparecchi telefonici, potrete ordinarlo da cataloghi di elettronica, va bene un modello qualunque.
Per quanto riguarda il relé, non essendoci in gioco grandi potenze, è preferibile utilizzare un tipo in miniatura riducendo così l’ingombro dell’interfaccia.

Piano ripartizione frequenze

Quelle sotto elencate sono le bande di frequenze utilizzabili per il servizio di radioamatore in Italia, secondo quanto stabilito dal piano delle frequenze (“bandplan”)

BANDA DI FREQUENZE BANDA STATUTO
DI SERVIZIO
GESTORE UTILIZZAZIONI NOTE
135,700 – 137,800 kHz 2200 m Secondario MC MD (9) Max 1 W
e.r.p.
1,830 – 1,850 MHz 160 m Esclusivo MC
3,500 – 3,800 MHz 80 m Secondario MC + Sat (1)
7,000 – 7,100 MHz 40 m Esclusivo MC + Sat (1)
10,100 – 10,150 MHz 30 m Secondario MC (1)
14,000 – 14,250 MHz 20 m Esclusivo MC + Sat (1)
14,250 – 14,350 MHz 20 m Esclusivo MC (1)
18,068 – 18,168 MHz 17 m Esclusivo MC + Sat (1)
21,000 – 21,450 MHz 15 m Esclusivo MC + Sat (1)
24,890 – 24,990 MHz 12 m Esclusivo MC + Sat (1)
28,000 – 29,7000 MHz 10 m Esclusivo MC + Sat (2) (8)
50,000 – 51,000 MHz 6 m Secondario MD
144,000 – 146,000 MHz 2 m Esclusivo MC + Sat (1)
430,000 – 433,000 MHz 70 cm Secondario MC
433,000 – 434,000 MHz 70 cm Secondario MC
435,000 – 436,000 MHz 70 cm Primario MC + Sat
436,000 – 438,000 MHz 70 cm Secondario MC Solo via satellite
1.240,000 – 1.245,000 MHz 23 cm Secondario MC
1.267,000 – 1.270,000 MHz 23 cm Secondario MD + Sat (3)
1.270,000 – 1.298,000 MHz 23 cm Secondario MC
2.300,000 – 2.440,000 MHz 13 cm Secondario MC (4)
2.440,000 – 2.450,000 MHz 13 cm Secondario MC + Sat (4)
5.650,000 – 5.670,000 MHz 5 cm Secondario MC + Sat
5.760,000 – 5.770,000 MHz 5 cm Primario MC (4) (5) (7)
5.830,000 – 5.850,000 MHz 5 cm Secondario MC + Sat (s-T) (4) (6)
10,300 – 10,450 GHz 3 cm Secondario MC
10,450 – 10,500 GHz 3 cm Secondario MC + Sat
24,000 – 24,050 GHz 15 mm Esclusivo MC + Sat (4) (7)
47,000 – 47,200 GHz 7 mm Esclusivo MC + Sat
75,500 – 76,000 GHz 4 mm Primario MC + Sat
76,000 – 78,000 GHz 4 mm Secondario MC + Sat
78,000 – 79,000 GHz 4 mm Secondario MC + Sat
79,000  81,000 GHz 4 mm Secondario MC + Sat
122,500 – 123,000 GHz 2,5 mm Secondario MC
134,000 – 136,000 GHz 2,2 mm Primario MC + Sat
136,000 – 141,000 GHz 2,2 mm Secondario MC + Sat
241,000 – 248,000 GHz 1,2 mm Secondario MC + Sat
248,000 – 250,000 GHz 1,2 mm Esclusivo MC + Sat
oltre 275,000 GHz (non attribuita) MC MD sperimentazione
libera

NOTE

MC = Ministero delle Comunicazioni
MD = Ministero della Difesa
Sat = satellite
Sat (s-T) = satellite (spazio-Terra)
Sat (T-s) = satellite (Terra-spazio)

  1. In caso di calamità naturali il Ministero delle comunicazioni può utilizzare le bande di frequenze attribuite al servizio di radioamatore per comunicazioni internazionali relative ad operazioni di soccorso.
  2. La frequenza 29,7 MHz è utilizzata da apparati ricetrasmittenti portatili di piccola potenza destinati esclusivamente all impiego quali “radiogiocattoli” con le caratteristiche tecniche previste dal Ministero delle comunicazioni.
  3. La banda è anche attribuita al servizio di radioamatore via satellite (Terra-spazio) con statuto di servizio secondario.
  4. La banda di frequenze è anche utilizzata dagli apparecchi per applicazioni industriali, scientifiche e medicali (ISM). I servizi di radiocomunicazione operanti in queste bande devono accettare i disturbi pregiudizievoli che possono verificarsi a causa delle citate applicazioni.
  5. L utilizzazione del servizio di radioamatore non gode di protezione nei confronti del servizio fisso via satellite.
  6. Possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio fisso via satellite (Terra-spazio) previo coordinamento con il Ministero della difesa. Tali utilizzazioni non godono di protezione nei confronti delle utilizzazioni del servizio di radiolocalizzazione.
  7. Apparati di debole potenza (art.334 Codice PT).
  8. Radiogiocattoli (29,7 MHz) (art.338 Codice PT).
  9. Soltanto classi di emissione A1A, F1B, A2C, A3C, F1C, F3C.

Alfabeto ICAO

International Telecommunication Union member s...

Image via Wikipedia

L’alfabeto fonetico internazionale ICAO (chiamato anche NATO o ITU) ha un uso simile all’alfabeto telefonico che si usa quotidianamente (es. G come Genova, M come Milano, R come Roma, U come Udine etc.) e serve ad evitare fraintendimenti nelle trasmissioni, quando lettere diverse hanno una pronuncia simile. Questo è tanto più vero quando gli operatori parlano lingue diverse.
Tutti i nominativi di stazione sono pronunciati come lettere fonetiche.

A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
Alpha
Bravo
Charlie
Delta
Echo
Foxtrot
Golf
Hotel
India
Juliet
Kilo
Lima
Mike
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
November
Oscar
Papa
Quebec
Romeo
Sierra
Tango
Uniform
Victor
Whiskey
X-ray
Yankee
Zulu

Per i numeri, la convenzione ITU di Atlantic City nel 1947 ha stabilito ufficialmente la seguente pronuncia fonetica:

numero fonetico pronuncia
0 Nadazero nada-zero
1 Unaone una-uan
2 Bissotwo bisso-tuu
3 Terrathree terra-tri
4 Kartefour carte-four
5 Pantafive panta-faiv
6 Soxisix socsi-sics
7 Setteseven sette-seven
8 Oktoeight octo-eit
9 Novenine nove-nain

È comunque pratica comune pronunciare i numeri in inglese, nelle comunicazioni internazionali, e in quelle italiane li si pronuncia direttamente in italiano.

Oltre all’alfabetico fonetico ufficiale, esistono fra i radioamatori delle alternative fonetiche “ufficiose”, che talvolta si mischiano con quelle ufficiali. Ecco ad esempio quelle americane odierne (usate talvolta anche da radioamatori italiani, specialmente con l’uso della parola Italia per indicare la lettera I nei nominativi):

America/Amsterdam Japan Tokyo/Texas
Boston/Baltimore/Brazil Kilowatt/Kentucky/King United/Uruguay
Canada/Chile London/Luxembourg Victoria/Venezuela
Denmark Mexico/Montreal Washington
England/Egypt Norway/Nicaragua Yokohama
France/Finland Ontario/Ocean Zanzibar
Germany/Geneva/Greece Pacific/Portugal
Honolulu/Hawaii Radio/Romania/Russia
Italy Santiago/Spain/Sweden

Gli statunitensi, fino al 1948, usavano ufficialmente l’alfabeto ARRL (American Radio Relay League), simile a quello della Western Union, di cui si sentono ancora tracce nell’etere:

Adam John Susan
Baker king Thomas
Charlie Lewis union
David Mary Victor
Edward Nancy William
Frank Otto x-ray
George Peter young
Henry queen zebra
Ida Robert

Codice Q

Il codice Q è un elenco di segnali che sintetizzano una domanda, quando seguito da un punto interrogativo, o una risposta dettagliata. Nato per la radiotelegrafia, è usato anche in fonia per la sua concisione e per standardizzare le comunicazioni.

Il significato di ogni codice deve , o può, essere ampliato o completato con l’aggiunta di nominativi di chiamata, nomi di luoghi, cifre, numeri etc. I dati fra parentesi quadre [ ] sono opzionali e devono essere trasmessi nello stesso ordine in cui appaiono nel testo. Tre puntini … indicano una parte che deve essere completata. Il carattere corsivo indica il tipo di informazione di cui deve essere fornito nome o quantità.


QAR Posso interrompere l’ascolto sulla frequenza di sorveglianza per … minuti?
QAV Siete in grado di dirigervi con la vostra apparecchiatura DF?
QBM … mi ha inviato un messaggio?
QCX Qual è il vostro nominativo di chiamata completo?
QDB Avete spedito il messaggio … a …?
QDP Volete accettare il controllo [ o reponsabilità] di … ora o alle ore …?
QIC Posso collegarmi con la stazione radio … su … kHz (o … MHz) ora [o alle ore …]?
QIF Su che frequenza è …?
QRA Qual è il nominativo della vostra stazione?
QRB A che distanza approssimativa vi trovate dalla mia stazione?
QRD Dove siete diretto e da dove venite?
QRG Qual è la mia frequenza esatta [o la frequenza di …]?
QRH La mia frequenza varia?
QRI Qual è la tonalità della mia emissione?
QRJ Quante chiamate radiotelefoniche avete in giacenza?
QRK Qual è la comprensibilità dei miei segnali (o dei segnali di …)?
QRL Siete occupato?
QRM Siete disturbato da emittenti limitrofe (interferenze)?
QRN Siete disturbato da parassiti?
QRO Devo aumentare la potenza di emissione?
QRP Devo diminuire la potenza di emissione?
QRQ Devo trasmettere più in fretta?
QRS Devo trasmettere più adagio?
QRT Devo sospendere la trasmissione?
QRU Avete qualcosa per me?
QRV Siete pronto?
QRW Devo avvisare … che lo chiamerete su … kHz (o MHz)?
QRX Quando mi richiamerete?
QRY Qual è il mio turno? [coda di trasmissione]
QRZ Chi mi chiama?
QSA Qual è la forza dei miei segnali (o dei segnali di …)?
QSB La forza dei miei segnali varia?
QSD La mia manipolazione è difettosa?
QSG Devo trasmettere… telegrammi (messaggi) alla volta?
QSI Non è stato possibile interrompere la mia trasmissione?
QSK Mi sentite? In caso affermativo posso interrompervi?
QSL Potete accusarmi ricevuta?
QSM Devo ripetere l’ultimo telegramma (o messaggio) o devo ripetere un telegramma (o un messaggio) precedente?
QSN Mi avete sentito (o avete sentito nominativo) su … kHz (o MHz)?
QSO Potete comunicare con … direttamente o tramite appoggio?
QSP Volete ritrasmettere a… gratuitamente?
QSQ Avete un medico ( o nome della persona) a bordo?
QSR Debbo ripetere la chiamata sulla frequenza di chiamata?
QSS Che frequenza di lavoro userete?
QSU Devo trasmettere o rispondere sulla frequenza attuale (o su… kHz / MHz) (con emissione della classe …)?
QSV Devo trasmettere una serie di V su questa frequenza (o su … kHz / MHz)?
QSW Potete trasmettere sulla frequenza attuale (o su… kHz / MHz) (con emissione della classe …)?
QSX Potete stare in ascolto di nominativo su … kHz (o MHz)?
QSY Devo passare a trasmettere su un’altra frequenza?
QSZ Posso trasmettere ogni parola o gruppo piu volte?
QTA Posso annullare il telegramma (messaggio) numero … come se non fosse stato inviato?
QTB Siete d’accordo con il mio conteggio delle parole?
QTC Quanti telegrammi (messaggi) avete da trasmettere?
QTG Potete trasmettere due linee di dieci secondi ognuna seguite dal vostro nominativo [ripetute … volte] [su … kHz / MHz]? O Potete chiedere a nominativo di trasmettere due linee di dieci secondi ognuna seguite dal suo nominativo [ripetute … volte] [su … kHz / MHz]?
QTH Qual è la vostra posizione in latitudine e in longitudine (o in base a qualsiasi altra indicazione)?
QTQ Potete comunicare con la mia stazione attraverso il Codice internazionale dei segnali (INTERCO) ?
QTR Qual è l’ora esatta?
QTS Volete trasmettere il vostro nominativo a scopo di regolazione, o per consentirmi la misura della vostra frequenza, adesso [o alle ore …] [su … kHz / MHz] per … minuti?
QTU Qual è l’orario di servizio della vostra stazione?
QTV Devo mettermi in ascolto al vostro posto su … kHz (o MHz) [dalle ore … alle …]?
QTX Volete lasciare aperta la vostra stazione per comunicare con me fino a mio nuovo avviso [o fino alle ore …]?
QUA Avete notizie di nominativo?
QUC Qual è il numero (o altra indicazione) dell’ultimo messaggio che avete ricevuto da me [o da nominativo]?
QUD Avete ricevuto il segnale di urgenza trasmesso da nominativo di una stazione mobile?
QUF Avete ricevuto il segnale di soccorso emesso da nominativo di una stazione mobile?
QUM Posso riprendere il lavoro normale?

Diventare Radioamatore

Per diventare radioamatore occorre essere autorizzato alla trasmissione, ovvero conseguire la cosiddetta “patente” e la successiva “autorizzazione generale”.
Come ottenere questo? Occorre anzitutto acquisire un minimo di conoscenza della radiotecnica necessaria per ottenere la patente, che consente l’utilizzo di tutte le frequenze assegnate internazionalmente al Servizio di Amatore.
Ci si deve possibilmente familiarizzare con le abitudini dei radioamatori, e per farlo la cosa migliore è l’ascolto delle gamme radiantistiche.

Riferendoci alla normativa in vigore in Italia, se non si può ottenere subito l’autorizzazione generale (per esempio non avendo ancora compiuto 16 anni) è conveniente iniziare ad ascoltare i messaggi delle stazioni radioamatoriali e per fare ciò non occorre alcuna autorizzazione.
Le stazioni di ascolto (dette anche SWL: Short Wave Listener) se iscritte all’A.R.I. hanno anch’esse diritto alla spedizione gratuita delle cartoline di conferma (QSL) da e per tutto il mondo, tramite le numerose Sezioni dell’A.R.I. stessa e le associazioni degli altri Paesi. Per questo scopo l’A.R.I. assegna ai propri soci che ne fanno richiesta un nominativo di stazione di ascolto.

Per imparare il codice Morse (oggi non più obbligatorio in Italia al fine di conseguire la licenza, ma pur sempre un validissimo modo di comunicazione) è bene affidarsi ad un amico competente o ad una Sezione dell’A.R.I., molte delle quali organizzano sia corsi per aspiranti radioamatori, sia per la preparazione agli esami che per l’apprendimento del codice Morse.
Se però si abita in luogo isolato dove non ci sono radioamatori è possibile procurarsi, con poca spesa, lezioni Morse registrate su nastro o utilizzare uno dei molti software per PC disponibili. La radiotecnica si può imparare su qualsiasi libro, ma i più adatti sono quelli scritti appositamente per radioamatori; anche in questo caso l’A.R.I. può essere di aiuto, vedere la pagina delle pubblicazioni Ediradio.

Vi invitiamo a leggere la sezione Cosa ? l’A.R.I. se non avete una idea precisa di cosa sia l’A.R.I.

Preparazione agli esami

Per apprendere quanto occorre per superare l’esame di teoria, necessario al conseguimento della patente, il candidato deve acquisire cognizioni su argomenti di elettrologia, radiotecnica e sui regolamenti internazionali delle telecomunicazioni, così come indicato dal D.P.R. 1214/66.
Le nozioni relative a tali argomenti si possono apprendere consultando e studiando appositi testi, meglio se scritti da radioamatori per i radioamatori. Anche per quanto attiene alla telegrafia (non più requisito necessario per ottenere la licenza in Italia ma pur sempre validissimo modo di trasmissione), vi sono in commercio corsi registrati su cassette e software per PC.
Seguendo queste indicazioni è possibile a chiunque disponga di un minimo di buona volontà ottenere una sufficiente preparazione per superare l’esame.
Comunque in molte Sezioni A.R.I. (sparse su tutto il territorio nazionale, ve ne sono circa 300) vengono svolti corsi, sia per la teoria che per la telegrafia, proprio per agevolare gli aspiranti radioamatori.
Prima di iniziare l’attività, è molto utile anche una preparazione sulle procedure impiegate nelle comunicazioni e sull’utilizzo del codice Q, che è un sistema abbreviato di comunicazione (utilizzato non solo in telegrafia ma in tutti i modi operativi).
Occorre anche acquisire rapidità di percezione dei segnali che spesso possono essere di debole intensità e quindi difficilmente intelleggibili. Sono proprio le stazioni più rare e lontane che impegnano maggiormente il radioamatore, sia per i loro bassi segnali, che per i notevoli disturbi creati da tutte le stazioni che ambiscono collegarle.
E’ evidente che queste cognizioni non si possono apprendere sui libri di testo, solamente l’ascolto del traffico che viene svolto dalle stazioni radioamatoriali può dare un concreto contributo alla preparazione per poi poter svolgere correttamente l’attività. E’ quindi consigliabile, in attesa dell’ottenimento dell’idoneità e dell’autorizzazione generale, esercitarsi ascoltando le frequenze radioamatoriali, cosa oggi possibile senza alcuna autorizzazione. Patente di operatore

Riassumendo le disposizioni contenute nei Decreti che disciplinano in Italia l’attività radiantistica, ecco come occorre procedere per ottenere la patente di operatore, primo passo per ottenere poi l’autorizzazione generale.
La patente è indispensabile in quanto abilita all’esercizio di una stazione radiantistica (in pratica come la patente automobilistica abilita alla guida di un automezzo), ma non autorizza ancora chi ne è titolare a possedere una propria stazione, per la quale occorre prima ottenere il rilascio del nominativo, ossia la sigla che identifica internazionalmente la stazione e quindi l’autorizzazione generale.
Oggi in Italia esiste un unico tipo di patente, che a livello internazionale è riconosciuta dalla CEPT (Conferenza Europea Poste e Telecomunicazioni) come “classe 1”, per cui chi ne è in possesso può operare in tutti gli Stati riconosciuti dalla CEPT senza grosse formalità. Per conseguire la patente occorre sostenere la prova teorica scritta per dimostrare di conoscere la materia.
Chi ottiene la patente può operare su tutte le bande di frequenza assegnate al Servizio di Amatore.
Gli Organi periferici del Ministero delle Comunicazioni, ossia gli Ispettorati Territoriali, indicono ogni anno una o due sessioni di esami per il conseguimento della patente.
La domanda di ammissione agli esami, stilata secondo il fac-simile riportato più avanti, deve essere indirizzata al Ministero delle Comunicazioni, Ispettorato Territoriale competente per territorio sulla localit? dove il richiedente è domiciliato.
Poichè alcuni Ispettorati Territoriali estendono la loro competenza su due Regioni, nel caso sussista incertezza, potranno essere richieste preventivamente informazioni presso gli Ispettorati stessi o presso la Sezione A.R.I. del luogo di residenza.

Il termine utile per la presentazione delle domande per gli esami della sessione primaverile è il 30 aprile; quello della sessione autunnale è invece il 30 settembre di ogni anno. Nessun limite di età è prescritto per il conseguimento della patente.
L’esame per il conseguimento della patente di operatore di stazione di radioamatore consiste in una prova scritta di radiotecnica (presso taluni Ispettorati avviene sotto forma di quiz) secondo il programma compreso nel D.P.R. 5 agosto 1966 ­ n? 1214, Della Commissione esaminatrice fa sempre parte un rappresentante dell’A.R.I.

Tabella di conversione dBm – milliWatts

Tabella di conversione della potenza da dBm a milliWatts
Quando trovate la potenza in uscita indicata in dBm
ed avete la necessità di conoscere la potenza di uscita in milliWattsImmagine

dBm Volts Watts
75 dBm 1257.43 V 31.62 kW
74 dBm 1120.69 V 25.12 kW
73 dBm 998.81 V 19.95 kW
72 dBm 890.19 V 15.85 kW
71 dBm 793.39 V 12.59 kW
70 dBm 707.11 V 10.00 kW
69 dBm 630.21 V 7.94 kW
68 dBm 561.67 V 6.31 kW
67 dBm 500.59 V 5.01 kW
66 dBm 446.15 V 3.98 kW
65 dBm 397.64 V 3.16 kW
64 dBm 354.39 V 2.51 kW
63 dBm 315.85 V 2.00 kW
62 dBm 281.50 V 1.58 kW
61 dBm 250.89 V 1.26 kW
60 dBm 223.61 V 1.00 kW
59 dBm 199.29 V 794.33 W
58 dBm 177.62 V 630.96 W
57 dBm 158.30 V 501.19 W
56 dBm 141.09 V 398.11 W
55 dBm 125.74 V 316.23 W
54 dBm 112.07 V 251.19 W
53 dBm 99.88 V 199.53 W
52 dBm 89.02 V 158.49 W
51 dBm 79.34 V 125.89 W
50 dBm 70.71 V 100.00 W
49 dBm 63.02 V 79.43 W
48 dBm 56.17 V 63.10 W
47 dBm 50.06 V 50.12 W
46 dBm 44.62 V 39.81 W
45 dBm 39.76 V 31.62 W
44 dBm 35.44 V 25.12 W
43 dBm 31.59 V 19.95 W
42 dBm 28.15 V 15.85 W
41 dBm 25.09 V 12.59 W
40 dBm 22.36 V 10.00 W
39 dBm 19.93 V 7.94 W
38 dBm 17.76 V 6.31 W
37 dBm 15.83 V 5.01 W
36 dBm 14.11 V 3.98 W
35 dBm 12.57 V 3.16 W
34 dBm 11.21 V 2.51 W
33 dBm 9.99 V 2.00 W
32 dBm 8.90 V 1.58 W
31 dBm 7.93 V 1.26 W
30 dBm 7.07 V 1.00 W
29 dBm 6.30 V 794.33 mW
28 dBm 5.62 V 630.96 mW
27 dBm 5.01 V 501.19 mW
26 dBm 4.46 V 398.11 mW
25 dBm 3.98 V 316.23 mW
24 dBm 3.54 V 251.19 mW
23 dBm 3.16 V 199.53 mW
22 dBm 2.82 V 158.49 mW
21 dBm 2.51 V 125.89 mW
20 dBm 2.24 V 100.00 mW
19 dBm 1.99 V 79.43 mW
18 dBm 1.78 V 63.10 mW
17 dBm 1.58 V 50.12 mW
16 dBm 1.41 V 39.81 mW
15 dBm 1.26 V 31.62 mW
14 dBm 1.12 V 25.12 mW
13 dBm 1.00 V 19.95 mW
12 dBm 890.19 mV 15.85 mW
11 dBm 793.39 mV 12.59 mW
10 dBm 707.11 mV 10.00 mW
9 dBm 630.21 mV 7.94 mW
8 dBm 561.67 mV 6.31 mW
7 dBm 500.59 mV 5.01 mW
6 dBm 446.15 mV 3.98 mW
5 dBm 397.64 mV 3.16 mW
4 dBm 354.39 mV 2.51 mW
3 dBm 315.85 mV 2.00 mW
2 dBm 281.50 mV 1.58 mW
1 dBm 250.89 mV 1.26 mW
0 dBm 223.61 mV 1.00 mW
-1 dBm 199.29 mV 794.33 uW
-2 dBm 177.62 mV 630.96 uW
-3 dBm 158.30 mV 501.19 uW
-4 dBm 141.09 mV 398.11 uW
-5 dBm 125.74 mV 316.23 uW
-6 dBm 112.07 mV 251.19 uW
-7 dBm 99.88 mV 199.53 uW
-8 dBm 89.02 mV 158.49 uW
-9 dBm 79.34 mV 125.89 uW
-10 dBm 70.71 mV 100.00 uW
-11 dBm 63.02 mV 79.43 uW
-12 dBm 56.17 mV 63.10 uW
-13 dBm 50.06 mV 50.12 uW
-14 dBm 44.62 mV 39.81 uW
-15 dBm 39.76 mV 31.62 uW
-16 dBm 35.44 mV 25.12 uW
-17 dBm 31.59 mV 19.95 uW
-18 dBm 28.15 mV 15.85 uW
-19 dBm 25.09 mV 12.59 uW
-20 dBm 22.36 mV 10.00 uW
-21 dBm 19.93 mV 7.94 uW
-22 dBm 17.76 mV 6.31 uW
-23 dBm 15.83 mV 5.01 uW
-24 dBm 14.11 mV 3.98 uW
-25 dBm 12.57 mV 3.16 uW
-26 dBm 11.21 mV 2.51 uW
-27 dBm 9.99 mV 2.00 uW
-28 dBm 8.90 mV 1.58 uW
-29 dBm 7.93 mV 1.26 uW
-30 dBm 7.07 mV 1.00 uW
-31 dBm 6.30 mV 794.33 nW
-32 dBm 5.62 mV 630.96 nW
-33 dBm 5.01 mV 501.19 nW
-34 dBm 4.46 mV 398.11 nW
-35 dBm 3.98 mV 316.23 nW
-36 dBm 3.54 mV 251.19 nW
-37 dBm 3.16 mV 199.53 nW
-38 dBm 2.82 mV 158.49 nW
-39 dBm 2.51 mV 125.89 nW
-40 dBm 2.24 mV 100.00 nW
-41 dBm 1.99 mV 79.43 nW
-42 dBm 1.78 mV 63.10 nW
-43 dBm 1.58 mV 50.12 nW
-44 dBm 1.41 mV 39.81 nW
-45 dBm 1.26 mV 31.62 nW
-46 dBm 1.12 mV 25.12 nW
-47 dBm 1.00 mV 19.95 nW
-48 dBm 890.19 uV 15.85 nW
-49 dBm 793.39 uV 12.59 nW
-50 dBm 707.11 uV 10.00 nW
-51 dBm 630.21 uV 7.94 nW
-52 dBm 561.67 uV 6.31 nW
-53 dBm 500.59 uV 5.01 nW
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-55 dBm 397.64 uV 3.16 nW
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